21.12.13

Come Nietzsche non pagava il treno

Il noto filosofo, testando la prima opzione

Il pluripremiato attore e filosofo, poi curiosamente impazzito, Federico Nietzsche soleva spesso spostarsi in treno. E, come noi tutti, terminava la tratta incazzato e più tedesco del solito perché aveva fatto il biglietto e non l'avevano controllato. Così decise di smettere di comprare i biglietti, inventandosi svariati quanto efficaci sistemi per evitare di pagare il biglietto.
Ne parla in "Ecco homo, ovvero come non pagare quello che nessuno si merita"

1) Travestirsi da controllore: Nessuno potrà chiedervi il biglietto se indosserete l'outfit da controllore. Se al vostro saluto o a un cenno, il controllore originale darà anche il minimo segno di sospetto, accusatelo di essere un passeggero non pagante travestito da controllore. 

2) Iniziare un delirio comunicativo compulsivo inspiegabile: All'arrivo del controllore, alla sua barbara e formale richiesta di visione di biglietto, iniziare a citare Eliot e Marx, mischiando e confondendo gli avverbi. Parlare del pranzo di Natale e del sacrificio di Isacco, eventualmente alzandosi in piedi indicando il cielo e accusando gli anziani circostanti di furto di identità. Il controllore sarà così confuso da multarsi da solo. 

3) Fingersi un sedile e assolutamente non rispondere a nessuno. Neanche quando chiedono se il posto è occupato. Voi siete un sedile.

4) Correre nudi tra le carrozze cantando i Deep Purple: un controllore demiurgo non chiederà mai un biglietto a una persona che corre nuda tra le carrozze, soprattutto se si cantano i Deep Purple.

5) Provare a tagliare il tonno con un grissino e fare in modo che il grissino si spezzi : regnerà il silenzio.

6) Fingere di non capire l'italiano: e se il controllore trova un abile interprete, scandalizzarsi per la pedanteria del controllore e protestare comparando l'efficiente sistema di trasporti inglese con quello italiano e portare il proprio sdegno altrove.

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